13 Mar 2013

DRIN, DRIN: CHI È? “LA GUARDIA DI FINANZA”

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Sintetizziamo il succo delle “4 chiacchere” su “Drin, drin, chi è? Guardia di Finanza”, la caccia spietata all’evasore (vero o presunto) gli incentivi in forma di premi per i vertici dell’Agenzia delle Entrate (Befera si porta a casa 460.000 E. l’anno, quando il tetto degli stipendi per i dirigenti dello Stato non dovrebbe superare i 290.000 E. l’anno.

Verrebbe da dire: da quale pulpito viene il Cacciatore…), gli incentivi in forma di promozioni e/o avanzamenti di carriera per i militari della G.di F.; il tutto fa sì che quando gli accertatori (dell’”Agenzia”, come della “Guardia”) si presentino alla porta dei nostri Studi, delle nostre Aziende, a noi non appaia un Pubblico Ufficiale portatore di Legalità, ma appaia invece (data l’interessenza personale nell’accertamento) un esattore per recupero crediti travestito da Pubblico Ufficiale (ils ont dorè l’étron, direbbe Cèline).

Di qui la necessità della difesa immediata e rigorosa da parte del contribuente per pretendere il rispetto della legalità che certo non può essere presunta in capo a chi abbia una cointeressenza a “gonfiare” l’accertamento. Quindi distinguere da subito nell’istante dell’accesso se il “finanziere” in quel momento rivesta la qualifica di Agente e/o Ufficiale di Polizia Giudiziaria (c.d. P.G.), oppure se rivesta la qualifica di agente e/o Ufficiale di Polizia tributaria (c.d. P.T.).

Nel primo caso (P.G.) il finanziere si muove sulla base di un’indagine penale (l’accesso è regolato dalle norme del codice di procedura penale).

Nel secondo caso (P.T.), il finanziere opera per una verifica fiscale e l’accesso è regolato dal c.d. “Statuto del contribuente” (L. 212/2000).

Nel primo caso (P.G.) chiedere (prima dell’inizio delle operazioni) la tempestiva presenza di un avvocato penalista.

Chiedere da subito (facendone risultare annotazione a verbale) se il contribuente e/o qualche suo collaboratore rivesta la qualità di indagato (l’indagato ha sempre la facoltà di poter non rispondere e di farsi assistere dal difensore) ed è bene che nell’immediatezza per “non saper né leggere né scrivere” il contribuente indagato si avvalga di tale facoltà non rispondendo alle domande rivoltegli, (salvo poi consultarsi col proprio difensore per farsi consigliare la miglior strategia difensiva) e/o di testimone (che ha l’obbligo di rispondere e di dire la verità e non può pretendere la presenza del difensore).

Nel secondo caso (P.T.) chiedere (sempre prima dell’inizio delle operazioni) la tempestiva presenza di un commercialista esperto in materia al quale fornire (seduta stante) la delega per rappresentare il Contribuente.

DIPENDENTI (come soldati prigionieri…) gentili, rispettosi e educati, ma declinino unicamente le proprie generalità e “facite ammuina”.

Primo caso (P.G.): il dipendente declina solo le proprie generalità e si riserva di rispondere a qualsiasi altra domanda solo avanti l’Autorità Giudiziaria (la mancata risposta alla P.G. non è sanzionata, l’ipotesi di favoreggiamento è un caso più teorico che pratico applicabile praticamente ai soli dipendenti di… Berlusconi).

Secondo caso (P.T.); il dipendente invita l’agente operante a rivolgersi al Professionista delegato dal Contribuente in sede di verifica.

Veicolare tutte le richieste e/o risposte attraverso i professionisti (Avvocato in sede di P.G. e Commercialista in sede di P.T.).

Perquisizioni personali, borse, borsette, casseforti, accessi nelle private dimore, solo con mandato scritto del Magistrato.

Pretendere che tutto: richieste degli agenti operanti, risposte del contribuente, risultino comunque dal Verbale di accesso, c.d. “giornale di bordo” e pretendendo tale verbale sia redatto contestualmente allo svolgersi delle operazioni.

Identificare gli Agenti operanti, richiedendo preliminarmente l’ordine di servizio, facendosene rilasciare copia.

Opporsi a verbale a che le operazioni di verifica inizino senza attendere il tempestivo arrivo dei professionisti (Penalista e/o Commercialista il tempo di attesa non è codificato).

Nel corso delle “4 chiacchere” ci è stato altresì spiegato che gli agenti operanti possono iniziare la loro attività con la qualifica di P.G. per poi trasformarsi in P.T. nel caso accertino irregolarità fiscali. E viceversa, possono iniziare da una verifica fiscale (P.T.) e se nel corso delle operazioni rinvengono elementi che potrebbero far ravvisare ipotesi di reato si “trasformano” in P.G. e per i soli aspetti penali operano alle dipendenze del Pubblico ministero.

Visto l’interessamento rivolto da tanti Colleghi liberi professionisti alle iniziative di “4 chiacchere”, riteniamo di riproporla invitando la prossima volta professionisti esperti in tema di accessi da parte dell’ “Ispettorato del Lavoro”, dell’ “Ufficio Igiene”,”Ufficio per la sicurezza sul lavoro”, cosi come dell’ “Agenzia delle Entrate” e l'”Agenzia delle Dogane”.

Sempre con un “taglio” assolutamente pratico, in modo da arricchire professionalmente ciascuno di noi su esperienze di vita professionale vissuta.

“4 chiacchere” è una iniziativa che dovrebbe essere condivisa; quindi ciascuno può proporre temi e relatori di interesse generale, incaricandosi (se lo desidera) anche dell’organizzazione.

Per dare poi, nel nostro piccolo, una risposta alla crisi che “morde le carni”, organizziamo gli incontri dall’Elena che ci ospita gratuitamente e che per consentirci poi di proseguire la riunione con confronti conviviali, l’Elena ci organizza un “risotto” per soli dieci Euro. Prezzo che riesce ad essere contenuto grazie alla spontanea collaborazione offertale in sala dai presenti che si organizzano per apparecchiare le tavole consentendo quindi il risparmio sui costi di personale.

Vi uniamo quanto sopra e arrivederci al prossimo incontro con “4 chiacchere”, che si terrà il 10 aprile alle ore 18.30 p.v. per confrontarsi su: “ Crisi d’impresa e sostegno alternativo alle aziende” ci relazioneranno: il dr. Giuseppe Righetti, l’avv. Federica Girolli e la dott.ssa Chiara Sandri per la Banca Mediolanum.

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